Di gran significato è questa parabola che sottolinea i tre tempi del popolo scelto, della grazia e tutto ciò che precede la fine.

Per ordine: Dio si è scelto un popolo, ma questo ha trovato altro da fare al suo invito e si sono sviati lasciando il vero Dio, rifiutando il vero Salvatore.
Dio ha mandato suo Figlio Gesù che ha espiato tutti i peccati del misero, del povero, dell’oppresso e del pentito che si rivolge a Lui con cuore contrito, per attirarli tutti a sé e radunare i suoi, finché dura il tempo della Grazia.
Per questo Gesù dichiara che c’è ancora posto, anche per altri, costringendo i suoi eletti a ravvedersi dall’incredulità e dal peccato, attraverso il passaggio di molte tribolazioni e difficoltà.

Quelli che sono scritti nel libro della vita, ce la faranno a sopportare e superare le prove con la forza di Dio, per essere pronti al ritorno di Gesù, quando Egli ci chiamerà al suono della tromba divina e con voce di arcangelo, partecipando tutti insieme alle sue nozze.

Senza il suo popolo, Dio ha rivolto la sua attenzione verso un altro popolo fra i più miseri, come quelli destinati al macello e lo ha chiamato Grazia (Zac. 11:7).
Tu ed io siamo stati invitati, vestiamoci dell’abito delle nozze e presentiamoci al convito, prima che “il bastone” della Grazia venga rotto e venga annullato il patto stabilito con tutti i popoli (Zac. 11:10).